martedì 15 marzo 2011
«Pd, subito il coordinamento dei gruppi regionali del Sud»
«Pd, subito il coordinamento dei gruppi regionali del Sud»
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO - 15 MARZO 2011
NAPOLI— A Pierluigi Bersani non piace il nome «Terroni democratici» . Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, se ne farà una ragione. Ma prosegue il lavoro dei democratici meridionali, guidati proprio dall’ex pm antimafia pugliese. Ieri si è tenuta la prima riunione organizzativa in vista della due giorni del 9 e 10 aprile. Oltre a Emiliano, erano presenti il segretario regionale campano Enzo Amendola, il capogruppo in consiglio Giuseppe Russo e l’assessora comunale Graziella Pagano. «Non è una manifestazione contro nessuno, tantomeno contro il cosiddetto partito romano — precisa subito Amendola —. Dobbiamo ammettere che nel Mezzogiorno il Pd ha dato spesso l’impressione di essere una forza di conservazione. Ebbene è il momento di gesti forti» . Questo ritrovato orgoglio meridionalista del Partito democratico è indubbio che nasca dalla difficoltà, in vista anche delle elezioni amministrative, di diventare nuova alternativa. I «demomed» , li ribattezzeremo così, il 9 10 aprile si incontreranno tutti a Bari: amministratori, segretari, consiglieri, in un’assemblea aperta ad associazioni e società civile. «Dobbiamo risvegliare un protagonismo del Pd nel Sud — prosegue il segretario regionale —. Non si tratta più di fare l’elenco delle rapine. Né è il solito convegno di denuncia a 150 anni dall’Unità d’Italia. Si tratta di far alzare la testa alla politica che a Roma è afona. E per farlo costruiamo un appuntamento dove il Pd si rimette in gioco, recupera orgoglio, unità e battaglia. Il nostro problema non è farci sentire a Roma ma unire il Sud partendo dai sindaci virtuosi come Emiliano, un centravanti di sfondamento» . In che modo? Si sta lavorando ad una pagina web e sarà istituito un coordinamento permanente dei gruppi democratici nei consigli regionali meridionali. «Non si tratta del partito del Sud — termina Amendola —, bisogna dare voce al Sud e al partito democratico nel Sud. O si vince o si perde qui. Noi vogliamo aiutare il Pd ed è evidente che per farlo c’è bisogno di gesti forti. Il Pd deve costruire un forum aperto ad associazioni. Dobbiamo rianimare un messaggio meridionalista. Ci vuole una riscossa. Il Piano Sud è una bufala, il baricentro del governo è il Nord, ma questo lo sappiamo e dobbiamo andare oltre. Non vogliamo rafforzare l’idea che al Sud la battaglia è persa e si può recuperare solo se nel dibattito romano il Sud compare. Non c’è niente più da analizzare. L’analisi è fatta dobbiamo rimettere in piedi la politica» . Per ora hanno dato il loro sostegno all’iniziativa Massimo D’Alema e Rosy Bindi. Che stia nascendo un’alternativa meridionale ai rottamatori? Può darsi. E soprattutto perché no? Simona Brandolini



