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mercoledì 25 gennaio 2012

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PD SU ASSUNZIONI FIAT

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PD SU ASSUNZIONI FIAT

 

On. Salvatore Piccolo

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

 

               Al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali

               Al Ministro dello Sviluppo Economico

 

Per sapere – premesso che - :

è noto che – in forza degli impegni assunti e  più volte ribaditi dalla Fiat – nella costituita  Fabbrica Italia di Pomigliano d’Arco dovrebbero essere investite risorse finanziarie per  800 milioni di euro per la realizzazione del progetto della nuova Panda e per altri 300 milioni di euro nelle aziende dell’indotto, con una ricaduta occupazionale complessiva, tra azienda automobilistica e indotto, di circa 8000 unità (3000 + 5000 lavoratori);

attualmente, a Pomigliano la Fiat utilizza la cassa integrazione in deroga, per cessazione attività, per circa 3800 lavoratori;

per gli oltre 5000 lavoratori del vecchio stabilimento FIAT si prevede  l’assorbimento nella NEWCO per la produzione della nuova Panda, anche se emerge la fondata preoccupazione che l’adozione di nuove tecnologie automatizzate possa comportare  una consistente riduzione degli addetti necessari alla lavorazione;

allo stato, non si conoscono i tempi di rientro in produzione, sia per i lavoratori della vecchia Fiat, sia per i lavoratori dell'indotto campano (circa 23000 persone);

sta di fatto che l'avvio della produzione della Nuova Panda per ora ha permesso il rientro nello stabilimento di Pomigliano (FIP) di un quantità ridotta di addetti;

da notizie acquisite direttamente da lavoratori e dirigenti sindacali della Fiat di Pomigliano d'Arco, peraltro riferite anche dalla stampa locale, risulta che nello stabilimento Fabbrica Italia Pomigliano, in attività per la produzione della nuova Fiat Panda sono stati riassunti poco più di un migliaio di lavoratori “ex Fiat”;

tra questi, per singolare e preoccupante coincidenza, non figurerebbe alcun lavoratore iscritto alla GCIL, nonostante che, all’atto del referendum sull’accordo aziendale di Pomigliano, la FIOM CGIL annoverasse, tra i suoi aderenti, circa 85O lavoratori;

recenti dichiarazioni dell' Amministratore Delegato Marchionne circa l’eventualità di nuove alleanze strategiche e la possibilità, adombrata  ambiguamente, di una dislocazione fuori dall'Italia della sede della futura FIAT Chrysler hanno suscitato profondo allarme, alimentando il timore  di futuri ridimensionamenti di investimenti e di occupazione;

si paventa sempre di più il concreto rischio  che una quota rilevante di lavoratori non venga riassorbita dalla nuova società, con una prevedibile, conseguente riduzione degli organici che – si teme - possa essere attuata con criteri  pesantemente discriminatori nei confronti di quella parte dei lavoratori iscritti e/o vicini  a una determinata componente sindacale  ed, in particolare, alla Fiom Cgil;

è del tutto evidente che una tale ipotesi determinerebbe una gravissima ed intollerabile lesione della libertà sindacale e delle garanzie poste a tutela dei lavoratori dalla nostra Costituzione che sancisce il principio di non discriminazione per ragioni per ragioni politiche, religiose, sindacali, di razza di lingua e di sesso e, più specificamente, dalla legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) che, ad esempio, vieta di condizionare l’assunzione di personale all’adesione o meno  ad una determinata organizzazione sindacale;

in merito, è qui utile richiamare  la sentenza n. 4020 del 16 luglio 2011 con la quale il Tribunale di Torino (Sezione Lavoro, Fiom Cigl Nazionale contro Fiat Spa, Fiat Group Automobiles Spa, Fabbrica Italia Pomigliano Spa) ha dichiarato antisindacale la condotta posta in essere da Fiat Spa, Fiat Group Automobiles Spa, Fabbrica Italia Pomigliano Spa, in quanto determinava, come effetto conseguente, l’estromissione di Fiom-Cgil dal sito produttivo di Pomigliano d’Arco (Napoli) ;

peraltro, non può essere sottovalutato dal Governo il gravissimo rischio che ulteriori tagli all’occupazione nella precaria situazione economica dell’area napoletana esaspererebbero ancor più la già difficile condizione sociale: -

se i Ministri interessati non ritengano opportuno ed urgente, ciascuno per le rispettive competenze, verificare la fondatezza delle notizie e dei fatti innanzi segnalati;

se, inoltre, non intendano assumere immediate e adeguate iniziative per attivare un confronto approfondito ed ottenere risposte chiare e concrete dalla Fiat, sia in relazione ai livelli occupazionali previsti per la Fip (Fabbrica Italia Pomigliano), sia  in relazione alla permanenza in Italia del gruppo ed ai suoi progetti strategici di investimento.

Roma 24 gennaio 2012

                                                                                              On. Salvatore Piccolo

On. Cesare Damiano, On. Andrea Orlando, On. Luisa Bossa, On. Pasquale Ciriello, On. Luigi Nicolais, On. Eugenio Mazzarella, On. Costantino Boffa, On. Antonio Cuomo, On. Giovanni Lolli, On. Anna Rossomando, On. Teresa Bellanova, On. Fulvio Bonavitacola.