mercoledì 02 febbraio 2011
Istituzione dell’Agenzia di Sviluppo Regionale della Campania
Istituzione dell’Agenzia di Sviluppo Regionale della Campania
Proposta di legge regionale Pd.
“Istituzione dell’Agenzia di Sviluppo Regionale della Campania”
Ad iniziativa dei consiglieri Giuseppe Russo e Antonio Marciano
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Dopo la grave crisi apertasi nei mercati mondiali dal 2008, prima finanziaria e poi del sistema produttivo, la ripresa dello sviluppo economico e, in particolare, del capitale produttivo investito si pone maggiormente come elemento strategico di una politica di promozione dello sviluppo, con tutti i problemi che esso comporta in termini di incremento e diversificazione degli investimenti, di organizzazione efficiente dei servizi di supporto e di organizzazione del territorio.
I tempi ravvicinati nei quali occorre conseguire tale obiettivo e l’intensità degli effetti da ottenere confermano, in special modo, il ruolo centrale dell’industria manifatturiera, della sua espansione, rinnovamento e riqualificazione.
In condizioni di “mercato globale” bisogna innanzitutto promuovere l’adeguamento delle imprese localizzate e, al tempo stesso, favorire i nuovi insediamenti produttivi. Gli elementi portanti dell’offerta localizzata si sono ancora più spostati, peraltro, dal semplice costo dei suoli e dalla disponibilità delle infrastrutture materiali ad un insieme di fattori più complesso e articolato, che comprende l’intensità e la qualità stessa degli insediamenti industriali nei quali le nuove imprese si inseriscono, le condizioni logistiche e il sistema dei trasporti, la formazione e l’istruzione superiore, l’efficienza degli apparati istituzionali, i centri accessibili di ricerca e i processi di accumulazione di tecnologie e di know-how, le politiche di promozione e di incentivazione adottate dalla Regione, la cui attuabilità deve rispondere ai tempi ed ai bisogni reali delle imprese, prima che alla pur necessaria legittimità delle procedure.
In particolare oggi costituisce sempre più elemento decisivo di attrazione l’esistenza consolidata di sistemi e reti di imprese, con elevati livelli di integrazione verticale e orizzontale, specialmente se operanti in ambiti tecnologicamente avanzati e capaci di esprimere di per se stesse un potenziale attrattivo capace di coinvolgere, di volta in volta, clienti e fornitori, diretti ed indiretti.
In tal senso la risposta regionale alle esigenze reali dello sviluppo deve essere incrementata attraverso il superamento della mera produzione di norme e servizi amministrativi per offrire servizi reali, in grado di esercitare, nel rispetto dell’autonomia delle scelte aziendali, essenziali funzioni di spinta, di messa in sinergia, di supporto logistico e organizzativo, allo scopo di colmare le insufficienze delle spontanee capacità di iniziativa del tessuto imprenditoriale, limitato anche dalle dimensioni mediamente ridotte delle imprese presenti sul territorio.
In questa ottica si fondono le esigenze, anche urgenti, di riordino e risanamento del complesso di organismi, enti, agenzie, società regionali di settore, cumulatesi nel corso degli anni; di introduzione di strutture e competenze tecniche espressamente mirate a svolgere attività di promozione nel mercato delle imprese; di superamento di strutture e modalità obsolete per l’azione regionale in materia di sviluppo industriale. Due sono gli obiettivi strategici: la razionalizzazione e relativo risparmio dei costi dei vari strumenti esistenti e io superamento dell’intermediazione politica che, di fatto, ha rappresentato un limite al pieno dispiegamento delle potenzialità industriali.
Il disegno di legge che si propone punta a perseguire queste finalità introducendo nell’assetto strutturale della Regione un centro di iniziativa tecnicamente attrezzato che assolva a compiti sia di supporto operativo all’azione istituzionale, sia di sollecitazione e servizio per le imprese.
Di qui l’esigenza di una chiara finalizzazione dell’organismo proposto; la sua natura pubblica, anche ai fini del più rigoroso e trasparente controllo amministrativo e contabile; la sua natura di struttura tecnico professionale distinta dalle funzioni amministrative dell’Ente Regione.



