giovedì 25 agosto 2011
ORA BASTA
LE PROPOSTE DEL PD
1 Riduzione dei costi della politica
Drastici risparmi sull'apparato statale e sui costi della politica: metà parlamentari; abolizione dei vitalizi; snellimento enti territoriali; obbligatorietà di servizi associati per i Comuni sotto i 5000 abitanti; dimezzamento di Province (in alternativa, loro trasformazione in organi non elettivi) e società pubbliche; Riorganizzazione di enti intermedi (consorzi di bonifica e bacini imbriferi montani), con attribuzione di funzioni a Regioni, Province e Comuni. Razionalizzazione di uffici periferici dello Stato e centrale unica per gli acquisti pubblici di beni e servizi.
2 Imposta sui capitali scudati
Un'imposta una tantum del 15% sui capitali esportati illegalmente e condonati con lo scudo fiscale. Da questa misura si ricaverebbero 15 miliardi per pagare debiti pubblici verso le piccole e medie imprese e consentire investimenti ai Comuni.
3 Piano antievasione fiscale
Misure antievasione non di facciata: tracciabilità antiriciclaggio dei pagamenti oltre i 1000 euro e antievasione per prestazioni e servizi oltre i 300 euro; obbligo di tenere l'elenco clienti-fornitori; descrizione del patrimonio nella dichiarazione dei redditi annua (con severe sanzioni). Deducibilità delle spese di manutenzione della casa di abitazione.
4 Imposta sui grandi valori immobiliari
Nuova imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari di mercato, basata su criteri fortemente progressivi.
5 Dismissioni di immobili e frequenze
Piano di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo
minimo: 25 miliardi di euro) e introduzione di un'asta competitiva per le frequenze
televisive.
6 Via alle liberalizzazioni
Realizzare subito alcune liberalizzazioni: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, Rc auto, portabilità dei conti correnti, mutui e servizi bancari, separazione Snam Rete gas,
servizi pubblici locali.
7 Politiche per lo sviluppo sostenibile, l'occupazione e la ricerca
Stabilizzazione dell'agevolazione fiscale del 55% per l'efficienza energetica; progetti per l'innovazione tecnologica e la ricerca, che favoriscano l'occupazione, in particolare, delle donne e nel Mezzogiorno. Finanziamento pluriennale dell'apprendistato.
8 Falso in bilancio
Reintroduzione del reato di falso in bilancio, irrobustimento delle norme contro il
caporalato e introduzione del reato di autoriciclaggio.
9 Giustizia efficiente
Riordino e razionalizzazione delle circoscrizioni giudiziarie, istituzione dell'ufficio per il processo (unità operativa in grado di svolgere tutti i compiti), semplificazione dei riti nella giustizia civile.
10 Autonomia delle parti sociali
Il decreto del governo nega l'autonomia delle parti sociali e colpisce il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Va soppresso l'articolo 8 della manovra o cambiato per recepire l'accordo raggiunto il 28 giugno dalle parti sociali.



